BUIO TOTALE

Il signore che abita al terzo piano, questa mattina. “Ma lei cosa ne pensa di questo black-out?”. “Beh” faccio pensando al fatto che per qualche ora siamo rimasti nella camera da letto a lume di candela, il che non mi è dispiaciuto, “Beh, ho visto prima le notizie, pare che il problema sia nato in Francia”. Lui scuote la testa. … Continua a leggere

RIALLACCIATI

Ormai sogno solo pannolini e poco altro, di notte e di giorno. In questi ultimi due, tre giorni, lontano da qualsiasi video, soprattutto. Ma mi ha fatto poi piacere veder riallacciati, via e-mail, i rapporti con un gruppo di giovani poeti di Trieste che sta cercando di organizzare, a livello nazionale, un circuito di readings. Operazione non facile e nemmeno … Continua a leggere

BOTTIGLIE

Il caso è scoppiato un paio di mesi fa. Un imprenditore vinicolo friulano produce vino in bottiglie con l’etichetta raffigurante Hitler. Credo che esistano anche dei prodotti su Mussolini, ma anche su Stalin. Però Hitler è quello che fa più discutere. Vabbé. La cosa è finita anche in parlamento, ho letto oggi. Non mi pare il caso di gridare allo … Continua a leggere

IL GENERALE

Una volta era l’ufficiale russo più rispettato del suo esercito. Oggi Anatoly Romanov passa i suoi giorno davanti alla finestra di un ospedale o guardando la televisione. Non può parlare né camminare. E’ sopravvissuto ad un agguato mortale durante la prima guerra in Cecenia ma ora, a 55 anni, è ridotto ad una larva. E’ anche convinto, racconta la moglie … Continua a leggere

REGALI

P* si è quasi disteso sul letto dove la piccolina sta dando una bella poppata, complice E*. Il mio amico si dimena un po’ (lui si dimena sempre), poi fa: “Ho deciso, metterò un cartello nella bacheca dell’ospedale dove lavoro, e ci scrivo: io non ho avuto matrimoni, non ho avuto figli, non ho anniversari da festeggiare, invece gli altri … Continua a leggere

QUALCUN ALTRO

Oggi ho solo un senso di leggerezza, qualcosa che non saprei descrivere nemmeno, così uso parole di qualcun altro, uno che ci sapeva fare, si chiamava Fernardo Pessoa: “Sono un bevitore dei miei pensieri. L’ essenza dei miei sentimenti inonda la mia anima. La mia volontà vi si impregna. Poi la vita ferma un sogno e fa sfiorire la bellezza … Continua a leggere

NON FIORI

Mia madre mi ha rimbrottato perché non ho portato a E* un mazzo di fiori, in ospedale, ma a me i fiori non viene di comprarli, non so perché, sarà perché si appassiscono subito, una cosa così evanscente anche se bella, oggi però ho fatto uno sforzo e allora quando tornerà a casa, stasera, lei e la bambina troveranno qualche … Continua a leggere

IN CHIOSTRO

Sono a Pordenone, domenica pomeriggio, poche ore per riprendere fiato. Incontro P* davanti alla loggia del municipio, congratulazioni di qua è di là, poi mi racconta che ha capito la battuta che gli ho mandato per sms, ma la terza volta che l’ha letta (la battuta era più o meno: “Hanno detto che la piccola assomiglia a papà, ma poi … Continua a leggere

UN GIORNO

Un giorno così, oggi, un giorno di quelli straordinari, per certi versi. Io ed E* siamo arrivati in ospedale la mattina presto (era la terza volta questa settimana), il ginecologo l’ha visitata ed ha detto che doveva ricoverarsi. Sospiro di sollievo, si va. La mattina E* a fare il tracciato, io a camminare avanti e indietro, davanti e a lato … Continua a leggere