LA BRAMA DEI POETI

Ieri sul “Piccolo” di Trieste Nico Naldini, poeta, cugino di Pasolini, scriveva così: “Una volta i giovani poeti orecchiavano gli anziani più famosi; adesso per una sorta di autofagia si esprimono in una lingua che si può definire di “nessuno” e per le loro poesie basta un po’ di estro combinatorio. Comunque tutti volgiono recitare in pubblico. Anzi, questo sembra diventato il culmine della carriera poetia e quindi organizzano una sorta di catena di S. Antonio per cui i poeti di quel paese invitano i poeti che abitano in un altro borgo e viceversa. Il tutto in una spirale che dovrebbe consentire l’acquisizione di aree sempre più vaste di pubblico. In realtà a sedere tra il pubblico ci sono i soliti quattro gatti…” (…)

LA BRAMA DEI POETIultima modifica: 2004-02-24T11:36:16+01:00da samizdat@v
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5 pensieri su “LA BRAMA DEI POETI

  1. Non so… la poesia letta ad alta voce per alcuni (anche illustri poeti o pensatori) è tradimento puro, spurio ma non meno insidioso se a leggerla è l’autore stesso. Per altri, che idealmente la legano all’attività aedica dei rapsodi antichi, la poesia la si può solo leggere e cantare, rimuginarla tra sè e sè è un inutile ripiegamento… Sta di fatto che alle letture in effetti si è sempre in pochi. E non credo che ci siano giustificazioni teoretiche dietro a questo vuoto. Diciamo la verità: per la poesia non c’è tempo. Oggi un bene è misurato in base alla possibilità di chi lo gode di goderselo in santa pace a casa propria quando ne ha voglia. Non gli si può imporre luogo e data di godimento. Tutto sta andando in direzione di casa nostra… chi va controcorrente dovrà barricarsi e non aprire a nessuno oppure dovrà abbandonare di tanto in tanto la propria casa per far perdere le tracce, un po’ come fanno i ricchi col fisco insomma… ciao michele.

  2. è molto difficile essere poeti oggi, per diversi motivi. Il mercato della poesia è mal ridotto e si investe solo per i nomi famosi e altisonanti. La poesia la si ricerca solo in alcuni periodi della vita e chi lo fa sempre fa parte dei quattro spettatori. Eppure in Italia tutti scrivono poesia o si esprimono poeticamente, ma il messaggio non passa. Credo che non passi perchè è la cultura della sensibilità ad essere in disarmo e da quella tutte le varie discendenze, ciao

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