DI UN TEATRO POCO STABILE

Succede che Trieste (il sindaco, la giunta, qualcuno) debba indicare il nuovo/la nuova presidente del Teatro Stabile del Friuli–Venezia Giulia. Perché la persona a cui avevano affidato la carica, Maria Giovanni Elmi, proprio lei, si è dimessa. La notizia delle dimissioni mi era sfuggita, il senso della nomina, precedentemente, anche. Vabbé. Amici di Trieste mi hanno chiesto di firmare una lettera con cui chiedono che l’incarico venga affidato alla vicepresidente, che è triestina ed è docente di Letteratura italiana contemporanea all’Università di Trieste, allieva di Giuseppe Petroni, per altro. Ho firmato, non tanto per la persona, che non conosco e che so ha poche possibilità di nomina, quanto per un passo della lettera. Questo: “In una situazione come quella attuale che dovrebbe vedere la città di Trieste e la Regione unite per costruire il proprio futuro e per rifornire di strumenti e di innovazioni i campi dell’arte (e non solo i campi dell’arte, pena la decadenza e la recessione a cui assistiamo in molti ambiti) affinché essi possano testimoniare la nostra cultura, osserviamo invece come si preferiscano persone non radicate sul territorio; certo, validi professionisti, ma la città non può continuare in questa congenita mancanza di fiducia e riconoscimento nei propri intellettuali, nei propri artisti, nei propri poeti, preferendo piuttosto candidature che non sono altro che specchietti per le allodole, nuvole di fumo celanti spesse volte una fattiva mancanza di sostanza”.

DI UN TEATRO POCO STABILEultima modifica: 2005-05-16T13:45:10+02:00da samizdat@v
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2 pensieri su “DI UN TEATRO POCO STABILE

  1. Come non condividere? Bellissima la tua città: piacevole aperitivo al caffè degli specchi e incredibili bolliti misti in un posto lì vicino (mi sfugge il nome). Auguri per il vostro Teatro. PS: Anche a me la nomina di Maria Giovanna, tra l’altro amica di gioventù (ante-TV), mi era parsa, come dire, anomala…. :-)) AR

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