DI ADESSO

Adesso, per dire, stanno parlando di pensione. Lui deve avere 37 anni di contributi, quindi gliene mancano cinque o sei. No, lui è sicuro di andarci il prossimo anno. Questa mattina, mentre mi chiudevo nell’altra stanza per rispondere alla telefonata di un amico flippato che mi chiamava da qualche posto a Caorle, parlavano di numeri di cellulare e privacy. Ma … Continua a leggere

DI GREGOR, CHE SOMIGLIA A WENDERS

Risciacquare ancora la faccia con l’acqua fredda Ancora con un silenzio onorare il mattino Correre fuori e urlare come un padrone Buongiorno sole La prima strada è soleggiata La seconda strada è soleggiata Ho bevuto un bicchiere d’acqua e continuato il cammino verso sé L’alta stagione Le italiane lungo la Gosposka nello Zvezda park Questa partita è persa e l’Asia … Continua a leggere

DI ALCUNE COSE

Ora, non so da dove iniziare. So che sono una dopo l’altra, una sull’altra, una che precede e segue l’altra, ma che sta anche sopra, sotto, dentro e fuori. Sono, in fondo, un’unica cosa. Che non so da dove iniziare a raccontare, forse perché ne ho poca voglia. La distanza di mia moglie, questa malattia che si scopre solo ora … Continua a leggere

DI TOPOLO’/7

E infine. Grande finale con i Tambours. E prima la sottile emozione del flauto di Ana Ligia, quei tre minuti e mezzo simpatici e geniali di Marco Mucig, le voci registrate e corrette da Hanna Preuss. Un pensiero alla bella videoinstallazione di Antonella Bukovaz. Topolò chiude con quel solito senso di allegria misto a tristezza. Perché adesso chi ci sarà, … Continua a leggere

DI TOPOLO’/5

Lo statuto dell’Università di Topolò, ovviamente, parte dall’articolo numero zero. Poi, ci sono l’uno, il due, il tre, manon il numero quattro, perché non è un numero primo. L’articolo più importante afferma che “all’Università di Topolò apprendono coloro che insegnano e insegnano coloro che apprendono”. Non fosse così, il rettore dell’ateneo udinese, Furio Honsell, non avrebbe fatto il grande salto: … Continua a leggere

DI TOPOLO’/4

Mi sono portato un piccolo pioppo a casa. Mi sono portato dentro, per un bel po’, la voce di Alexandra Petrova. Ho ascoltato, come tanti, il rettore dell’università di Udine parlare di matematica, Dante, quarta dimensione. Ho ascoltato, come pochi, il flauto di Ana Ligia, in un pendio a qualche decina di metri dal paese. La partita no, non l’ho … Continua a leggere

DI ALEXANDRA

Andarsene da sé, nel deserto postprandiale di luglio, in una città del sud, calpestando foglie e fiori sfioriti fruscianti, pennacchi marroni caduti, stami e pistilli usati. Il ricordo di un’unione trascorsa, che va in polvere. Molli goldoni accanto alle macchine, in un parcheggio abbandonato. Scivolare via da sé, in giro per le strade notturne dell’urbe, in un’estate appena cominciata e … Continua a leggere